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BattistimolanteParlare di Lucio Battisti vuol dire parlare di: 1) Battisti compositore; 2) Battisti interprete; 3) Battisti non-personaggio;4) Mogol. 1) Battisti era un chitarrista, non un virtuoso della chitarra, ma un buon chitarrista, che amava il suo strumento, non lo lasciava mai. Egli era un buon compositore, perché in grado di piegare la musica al testo. A differenza di molte canzonette, recenti o meno recenti, le sue musiche non prevaricano mai sui testi, anzi spesso li accompagnano nell'espressione, disposte anche a tacere con pause significative. Il ritmo può esserci, e può farsi talvolta ossessivo o martellante, ma sempre, e solo, se il testo lo richiede o lo prevede. Per le canzoni composte sul testo di Mogol si attua nuovamente quella magica sintesi di forme musicali di provenienza europea e stili nordamericani (rock&roll, pop music) già riscontrata, forse con risultati ancora più raffinati, nella produzione dei Beatles. La maggior parte delle canzoni scritte da Battisti stesso (es. Anima Latina) e di quelle scritte dalla moglie o da un poeta romano, meriterebbe un discorso a parte, ma anche in esse i temi musicali, magari con esiti meno felici, non sono mai indipendenti dal testo. 2) Lucio Battisti non aveva una grande estensione vocale e potenza di emissione, tant'è vero che nei primi anni della sua carriera (da quando faceva il chitarrista nel gruppo dei Giganti a quando incominciò a tentare la strada del solista) nessuno lo considerava un cantante e i discografici non incoraggiavano la sua carriera. Quando nacque il sodalizio con Mogol tutti capirono però che la sua voce, spesso costretta al falsetto, era in realtà molto espressiva. È chiarissimo, a chiunque ascolti una canzone di Battisti, che l'artista era ben consapevole di quello che stava dicendo e che riusciva a rendere discreta e confidenziale ogni esperienza di vita, come se ce la raccontasse, invece di cantarla. 3) Originalissimo anche il suo atteggiamento nei confronti dei mass-media. Negli anni in cui si confezionavano e si inseguivano il successo e il mito di massa, lui sembrava quasi disturbato dall'interesse suscitato nei suoi confronti. Negli anni che seguirono il '68, in cui tutti parlavano di impegno nel sociale, lui invece si dichiarava estraneo a tutto ciò. E la cosa importante è che questo comportamento non era studiato, ma naturale. Battisti era rimasto il timido, discreto e poco loquace ragazzo di montagna, che era sempre stato. 4) Giulio Rapetti, in arte Mogol, è autore di solida formazione letterario-umanistica, forse non un autore eccelso o un testimone epocale, ma certamente un uomo indipendente dalle mode e sensibile. Insomma un professionista attaccato al suo lavoro, come Battisti, anche se nato e vissuto in un ambiante totalmente diverso rispetto a Lucio. Significativo è il fatto che abbia speso molti dei soldi guadagnati con i diritti d'autore per fondare una scuola di formazione di autori che è davvero unica in Italia. Admin
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