Claudio Baglioni
"Sono io l'uomo della storia accanto"
ormai incominciamo
ad abituarci un po' di più a questo nuovo Baglioni, il Baglioni che già da tempo
non è più l'autore di semplici canzonette d'amore, tipo "Questo piccolo grande
amore". Claudio dall'album "Oltre" del 1990, quello di "Mille giorni di me e di
te" è un cantautore raffinato, che sembra non darsi da fare per farsi capire. La sua
preoccupazione è invece quella di esprimere suggestioni intimiste, personali,
intraducibili. Non a caso il primo brano del cd, e il primo che le radio hanno
cominciato a trasmettere è "Sono io". Claudio ce lo dice, chiaramente:
SONO IO
Io a una donna ho dato e preso il male e il bene
E un amore mettendo al cuore ali e catene,
Fiumi di pianto
E un mare aperto nelle vene
Io a una donna non ho dato tanto
Non so
Forse no
Io ad un figlio ho dato un po' di casa e il nome
E un sorriso prestando il viso ed un cognome
e Il bello e il brutto
Senza spiegargli cosa e come
Io ad un figlio non ho dato tutto
Non so
[...]
Chiedo perdono
Se non so chi sono io
Che è già da tanto che suono
Claudio, ci sta sempre più simpatico per questa sincerità. Forse qualche volta
è difficile da capire (e forse qualche volta esageri, come se giocassi a
combinare le parole a caso), ma c'è qualcosa di profondamente umano nei suoi
testi. Un esempio lampante di questo "ermetismo" si ha nella bella canzone
"Tutto in un abbraccio":
cercare qui
dentro ad un setaccio ciò che è perso
o almeno poi
tutto quello che sta in un abbraccio
fra di noi
Forse
la vita è così come la vedi tu, Claudio: un enigma in cui tutto sta dentro un
abbraccio.
Luigi Gaudio
luigigaudio@yahoo.it
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