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The Calling

Biografia
I The Calling sono:
Alex Band - voce - songwriter
Aaron Kamin - chitarra - songwriter
Suonano con i The Calling:
Justin Derrico - chitarra
Daniel Damico - chitarra - tastiera
Justin Meyer - batteria
Corey Britz - basso - tastiera
I The Calling fin dall'inizio sono stati un "esercito di due persone": sono una
fraterna band a due, e già dalla prima nota suonata insieme sono sempre stati
convinti che la loro musica si sarebbe guadagnata un'audience planetaria. Oggi,
due anni dopo il prodigioso successo dell'album d'esordio "Camino Palmero", il
rapporto tra Alex Band e Aaron Kamin è più vitale che mai. Adesso, è di nuovo
tempo di dare spettacolo: arriva il seguito, "Two", in uscita per la RCA.
Perché "Two"? "Ovviamente perché è il nostro secondo disco", dice il cantante
Alex Band, "ma anche per riaffermare con forza che la nostra è una band di due
persone e che siamo noi e solo noi a scrivere e creare musica". Avrebbe potuto
aggiungere un terzo motivo. Nell'arco delle dieci tracce del disco, i The
Calling riflettono sulla ambivalenza di ciò che viviamo nella nostra vita:
speranza e disperazione, amore e perdita, assennatezza e istinto. Di nuovo,
dualità in campo.
Scritto da Aaron e Alex, coprodotto da loro e da Mark Tanner e Clif Magness, "Two"
rivela una forte maturità artistica. Del resto, come potrebbe essere altrimenti?
Il primo disco è stato creato quando i due erano ancora adolescenti; oggi che
sono ventenni hanno alle spalle un bagaglio molto più ampio di esperienze di
vita (cose belle, cose brutte, cose pericolose…), e hanno fatto in modo di
racchiudere tutto ciò nel loro nuovo lavoro.
"Siamo cresciuti", spiega il chitarrista Aaron Kamin. "Abbiamo imparato ad usare
i nostri talenti. Ora siamo due persone molto diverse, ma quando si tratta di
creare musica riusciamo l'uno a tirare fuori il meglio dall'altro". A dare un
contributo di eccezionale valore ad alcune tracce di "Two" c'è anche il
leggendario Clive Davis, dirigente e direttore artistico della BMG Records.
Ricorda Aaron: "All'inizio eravamo intimiditi, perché lui è sempre stato un
nostro idolo. Clive è una persona incredibile, ti fa capire che in musica tutto
è possibile e tutto può succedere".
Le canzoni di "Two" lo dimostrano.
Con la versatile chitarra di Aaron come baricentro, i pezzi del disco fondono
meravigliosamente un profondo senso di intimità con quello che è lo spirito
arioso del miglior pop. Alex Band, uno dei cantanti più espressivi e di talento
al giorno d'oggi, ha affinato come non mai le sue capacità. Senza rifiutarsi mai
di affrontare argomenti comunque seri, l'album è un trascinante viaggio
attraverso i temi dell'amore e della speranza, viaggio che inizia con l'ispirata
e vivace "Our Lives", il primo singolo estratto dal cd.
Canzoni come "Chasing The Sun", "If Only" e la "Surrender" pervasa di sensuale
carica offrono visioni divertite e divertenti sull'amore, mentre altri pezzi
come "Somebody Out There" e "Your Hope" spostano invece l'attenzione su storie
malinconiche e solitarie. Fa notare Alex: "Mi piace costruire canzoni che siano
anche taglienti e realistiche: la vita non è sempre una storia a lieto fine".
Per Aaron, una delle tracce cruciali è "Things Will Go My Way". Dice il
chitarrista: "Questa per me personalmente è la canzone più riuscita del disco.
Il ritornello è davvero semplice e diretto, ed è una canzone intrisa di
ottimismo".
Alex e Aaron sono stretti amici e colleghi di lavoro già da molto tempo. Si sono
conosciuti nella natia Los Angeles - Aaron aveva una piccola storia con la
sorella di Alex. L'amore durò poco, ma in cambio il rapporto fra Aaron e Alex
diventò strettissimo. I due presero a registrare una infinita quantità di demo:
ebbero la sfrontatezza di portarne alcuni a Ron Fair, da anni uno degli a&r
discografici più influenti. Fair rimase impressionato dal loro potenziale e li
mise sotto contratto per la RCA, ma per non meno di cinque anni li costrinse ad
un lungo periodo di apprendistato - cosa che ha fatto capire ad Aaron ed Alex
l'importanza di lavorare scrupolosamente sulle proprie idee. "Lì per lì ci
sembrava un inferno", ricorda Alex, "ma ora vediamo benissimo l'importanza di
aspettare così a lungo prima di uscire col disco d'esordio". Aggiunge Aaron: "Ron
ci ha spiegato per bene che c'è sempre il rischio che tu abbia solo una
possibilità da giocarti - e devi quindi preparartela al meglio, non puoi
permetterti false partenze".
Questa possibilità è stata giocata con "Camino Palmero", uscito nel 2002. Un
disco che ha impiegato un paio di mesi a carburare, ma quando c'è riuscito ha
catapultato Alex e Aaron in un vortice di fama e successo. Singoli come "Wherever
You Will Go" e "Adrienne" hanno portato le vendite del disco fino a due milioni
e mezzo di copie, mentre la band girava il mondo, costruendosi schiere di fan
praticamente dappertutto, dal Brasile alla Thailandia.
La musica dei The Calling è finita nelle colonne sonore di film come "Coyote
Ugly", "Kate And Leopold", "Daredevil" e "Love Actually", solo per citare
qualche titolo.
Sono stati votati "best new act" agli Mtv European Music Awards, mentre "Adrienne"
è stato eletto miglior singolo rock ai Teen Choice Awards.
Infine la scorsa estate Alex ha avuto la possibilità di partecipare con Carlos
Santana alla hit "Why Don't You And I?", mentre Aaron scriveva e produceva
canzoni per leggende del blues come Johnny Lang, oppure si occupava di creare
colonne sonore per film.
Ad un certo punto tutt'e due hanno capito che era arrivato il tempo, dopo tanti
mesi spesi in giro, di tornare lì da dove erano partiti. "Certo, se la sorvoli
Los Angeles non la vedi nemmeno perché c'è troppo smog, ma alla fine capisci che
le vuoi davvero bene. E così torni a casa, pulisci la cuccia del gatto, lavi i
piatti sporchi rimasti nel lavandino, torni ad essere un comune mortale".
Aggiunge Aaron: "E' bello essere a casa, sentire quel senso di cose sane e di
sicurezza. E' la spinta migliore per tornare a scrivere in maniera ispirata".
Ed è esattamente questo ciò che hanno fatto, mettendoci dentro del loro meglio
nella scrittura del nuovo album. "Volevamo fare un disco migliore del
precedente", ricorda Alex, "fare un passo in più nel nostro modo di scrivere
canzoni. Lo scorso disco lo abbiamo creato cinque anni fa, e quindi è
inevitabile che quanto abbiamo scritto adesso tratti di temi più vasti e maturi.
Un sacco di gruppi regrediscono invece di progredire: noi non vogliamo fare la
stessa fine".
Aggiunge Aaron: "Noi tutti vogliamo in fondo le stesse cose, e abbiamo paura
delle stesse cose. Il nostro disco vuole ricordare proprio quanto in realtà
siamo simili, noi esseri umani, nei nostri sogni, nelle nostre emozioni, nelle
nostre speranze".
E, sotto ogni punto di vista, con "Two" i The Calling colpiscono nel segno…
2001/2003
Hanno suonato con i The Calling:
Sean Woolstenhulme - chitarra
Nate Wood - batteria
Billy Mohler - basso
Dino Meneghin - chitarra

Discografia
Two (2004)
Camino Palmero (2001)

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