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Dono (musica e parole di Luigi Gaudio) Quante volte ho sentito il tuo respiro immaginando fosse il riso di un bambino! Quante volte ho creduto che non era saggio fare un bimbo in questa società! Ma poi ho capito che non era mia né la vita mia, né qualsiasi altra che verrà. RIT. Ma chi avrebbe mai immaginato che, ma chi avrebbe mai pensato che era dentro di te. In questo mese come in tutto questo anno piccolissimi problemi uguale affanno. Quante volte in questo mese una sciocchezza è bastata per dimenticare ogni certezza Ma gli amici per fortuna ci son per questo per farti capire quanto sia fasullo il tuo pretesto. RIT. Ma chi avrebbe mai immaginato che, ma chi avrebbe mai pensato che in questo mese era già dentro di te. Ho temuto di non avere la fortuna di generare una nuova creatura. "Tutta colpa - dicevo - della nevrosi da lavoro", ti credi in mezzo agli altri ed invece sei solo. Ma poi ho capito che non era affare mio né la forza, né la possibilità. RIT. Ma ora che ci sei, anche se dentro lei, non dimenticarti questo mai: "La vita non è tua e ora lo sai".
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